sabato 19 marzo 2011

Lo stillicidio

Con i se e con i ma la storia non si fa

Che belli i tempi che furono, i tempi delle conquiste, dei grandi imperi e degli antichi splendori!
Nell’epoca delle democrazie moderne, dell’orgoglio nazionalistico, della valorizzazione delle tradizioni e delle peculiarità locali, un’affermazione del genere può apparire fuori dal tempo, se non, addirittura, irriverente! Tuttavia, in molti avrete intuito che le mie sono ironiche provocazioni, briosi spunti per più profonde riflessioni. Ecco perché vi invito a leggere tra le righe e a trarre, poi, le conclusioni che riterrete opportune.
Nel caso specifico, ciò che esalto non è tanto la conquista di un nuovo territorio da annettere ad un impero in espansione, quanto, piuttosto, la inamovibile determinazione che animava e rendeva compatti i conquistatori. Essi vivevano ed agivano in virtù di un ideale forte, giusto o sbagliato che fosse, e questo loro incrollabile credo li rendeva capaci di compiere gesta eccezionali. E considerato che all’epoca non esistevano i media come strumento di divulgazione di massa, appare ancor più incredibile la fermezza e la volontà che tenacemente animavano quei popoli nei loro chiari disegni di espansione ed ascesa. Indubbiamente, i ‘se’ e i ‘ma’ non trovavano alcuno spazio nei loro vocabolari!
Oggi, abituati come siamo ai moderni prodigi della tecnologia e delle comunicazioni, ci appare relativamente semplice l’idea di tenere sotto controllo in tempo reale aree geograficamente molto estese. Ma proviamo a proiettarci con l’immaginazione indietro nei secoli, quando le strumentazioni e i mezzi a disposizione erano molto più rudimentali… Tenuto conto di ciò, gli antichi splendori cui le civiltà del passato diedero vita non vi appaiono, se possibile, ancor più straordinari?    
E cosa dire degli ’splendori’ moderni? Beh, l’unica cosa che mi viene in mente è un grasso no comment: i fatti parlano eloquentemente da soli!
E adesso, dopo il proverbio di apertura, come, al solito, passiamo alla seconda parte del nostro piacevole (spero!) rendez-vous.
Per non tediarvi, non mi soffermerò oltre sugli appuntamenti che seguirono al primo incontro tra me e Alessandro. Vi basti sapere questo singolare dettaglio: egli riuscì a conquistarmi con la sua abilità nel riparare un termosifone del mio appartamentino, che gocciava acqua da tempo immemorabile. La cosa andò così: una sera decisi di invitare a cena Alessandro ed Alberto, preparando per loro qualcosa di semplice e gustoso. I miei amici accettarono con piacere e dimostrarono di gradire molto sia le pietanze che la sistemazione del mio piccolo rifugio. Tuttavia, un particolare non era sfuggito all’occhio clinico di Manny Tuttofare (per i profani, trattasi di un cartone animato trasmesso dal canale Playhouse Disney, il cui protagonista, aiutato da una serie di attrezzi parlanti, è praticamente capace di riparare anche l’impossibile): per l’intera durata della cena, Alessandro aveva continuato a buttare l’occhio sulla goccia che, insistente e fastidiosa, seguitava a colare dal termosifone del soggiorno, terminando la sua corsa in una piccola e graziosa ciotola di porcellana che avevo sistemato sotto la perdita. Alla fine della cena, incline com’è alla precisione e all’ordine, egli mi chiese del nastro isolante, assicurandomi che avrebbe soppresso in pochi istanti l’insolenza della goccia. Provvidi a fornirgli quanto richiesto ed effettivamente Manny pose fine allo stillicidio in maniera veloce, drastica e definitiva. Vi sembrerà strano, ma, a quella vista, la mia mente di incallita e convinta single fu attraversata dal seguente rapido pensiero, che, altrettanto rapidamente, provvidi a scacciare: “Questo uomo è da sposare!”

3 commenti:

  1. luisa l'indiana19 marzo 2011 21:38

    ho capito allora! galeotta fu la goccia! bene. luisa.

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  2. luisa l'indiana27 marzo 2011 13:24

    strana no, sei sincera e coraggiosa e ti voglio bene. luisa.

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