giovedì 7 aprile 2011

Tempo Libero

Mazza e panella fanno 'e figlie belle, panella senza mazza fanno 'e figlie pazze
(Bastone e pane fanno i figli belli, pane senza bastone fa i figli pazzi)

In questi giorni sto frequentando un corso organizzato dalla scuola di mia figlia Aurora e rivolto esclusivamente ai genitori. In termini tecnici, viene definito PON (Programma Operativo Nazionale) e tutti coloro che hanno figli frequentanti la scuola dell’obbligo sanno sicuramente di cosa parliamo. Nel caso specifico, trattasi di un progetto avente, tra l’altro, come finalità l’analisi e, se possibile, il miglioramento della comunicazione esistente oggi all’interno della famiglia.
Fino a qualche decennio fa, il solo ipotizzare un rapporto amicale tra genitori e figli era fantascienza: sarebbe stato come affiancare il diavolo e l’acquasanta! Il ruolo dei genitori era ben definito e la distanza rispetto ai figli, alle loro reali esigenze ed istanze, era spesso abissale.
Oggi, forse, assistiamo al capovolgimento della situazione. I genitori tendono troppo spesso a dimenticare il loro ruolo di educatori e, demandando questo delicatissimo ed arduo compito non si sa bene a chi o a cosa, sono, tuttavia, orgogliosi di essere, innanzitutto, amici dei loro figli.
Inutile dire che, come sempre, in medio stat virtus! Tale concetto è magistralmente riassunto dal proverbio odierno, secondo il quale il frutto dell’educazione impartita dai genitori dipende dalla loro capacità di saper dosare sapientemente rigore (mazza) e permissivismo (panella). L’assenza di regole, la continua giustificazione delle manchevolezze dei figli, l’eccessivo lasciar correre (perché ciò risulta, in definitiva, la scelta più agevole) presumibilmente genereranno figli pazzi, ossia sbandati ed irresponsabili.
A questo punto, parafrasando Totò, l’impareggiabile principe della risata, io mi domando e dico: ma la cosa più ovvia da fare, nell’educazione dei figli come in qualsiasi altro rapporto o contesto, non potrebbe essere semplicemente un maggiore ricorso al buon senso? Se solo riuscissimo a recuperare la bussola che naturalmente è dentro di noi, e ce ne servissimo per orientarci nel dedalo della vita, sono sicura che non occorrerebbero corsi, esperti e tuttologhi  di vario genere per trasmetterci una conoscenza che, in fondo, già ci appartiene. Non lo pensate anche voi?
E adesso torniamo alle novelle dei freschi sposi. Onde evitare un effetto soporifero sui mie cari lettori, non vorrei dilungarmi eccessivamente sul nostro viaggio di nozze, anche perché, come ormai saprete, durò ben 40 giorni! Pertanto mi limiterò a citarvi qualche episodio o qualche particolare che suscitò in me sensazioni ed emozioni fuori dall’ordinario.
Tra le tante persone meravigliose che quel lungo viaggio ci diede modo di incontrare vorrei citare il carissimo Mario, originario di un piccolo paese in provincia di Palermo, ed emigrato giovanissimo negli Stati Uniti dove, praticamente dal nulla, è stato artefice di una brillante carriera come docente universitario in discipline umanistiche. Io e Alessandro lo conoscemmo nella veste ben più informale di turista, in compagnia della sua dolcissima moglie Dolores. Sin dal primo momento, egli tradì il suo carattere gioviale e disponibile. Era socievole con l’intero gruppo, ma ritengo, o, almeno, questa fu la mia percezione, che avesse un occhio di riguardo per noi due, forse perché nel nostro amore vedeva riflesso il medesimo sentimento che palesemente condivide con Dolores. Quando parlava di se stesso, amava intrattenersi sui suoi tanti hobbies e passioni, che cercava di coltivare il più assiduamente possibile, al punto che, in maniera affettuosa, io e Alessandro lo soprannominammo Tempo Libero. Tuttavia, ciò non vi tragga in inganno: Mario non è assolutamente un perdigiorno, ma soltanto un amante vero, profondo della Vita, da cui tutti dovremmo prendere esempio! E allora, carissimo amico, sappi che io non demordo: continuo ad attendere fiduciosa un tuo ciclo di lezioni avente ad oggetto I segreti della Vita svelati dal Professore Tempo Libero!

1 commento:

  1. Nell'educazione dei figli sono tali e tante la variabili da considerare, che i "rimedi" non sempre sono costipabili in una formula matematica. Di certo, come dici, serve molto buon senso. Che è proprio il "materiale" che manca, a mio avviso.
    Quanto al tempo libero sono così d'accordo con il tuo amico Mario che di hobbies e svaghi vari ne ho fatto il mio stile di vita. Amo però fare anche il perdigiorno ed oziare, quando posso. Di sicuro odio il lavoro. Tanto. Ciao Silvana

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