Oggi, se me lo consentite, vorrei concedermi una pausa dalla narrazione delle mie vicende personali per sottoporre alla vostra attenzione e alle vostre riflessioni un testo che trovo di rara bellezza e profondità. Amo particolarmente questo scritto poiché, in maniera del tutto inattesa, venne letto alla fine della cerimonia nuziale dal consigliere comunale che unì in matrimonio me ed Alessandro. Si tratta di un estratto da Il Profeta, famosissima opera dello scrittore libanese Kahlil Gibran, il cui successo ha superato ogni record, andando al di là di mode, credenze, ideologie e religioni.
Il Profeta è un personaggio leggendario e misterioso che, prima di imbarcarsi per fare ritorno all'isola nativa, dona la propria saggezza agli abitanti di un luogo lontano e senza tempo.
A turno gli viene chiesto di parlare dei grandi temi della vita: ne viene fuori una raccolta di pensieri e riflessioni, formulati in veste poetica, sul mistero dell'uomo e dell'universo.
Il testo che ci riguardava era, ovviamente, quello sul matrimonio.
Il Profeta è un personaggio leggendario e misterioso che, prima di imbarcarsi per fare ritorno all'isola nativa, dona la propria saggezza agli abitanti di un luogo lontano e senza tempo.
A turno gli viene chiesto di parlare dei grandi temi della vita: ne viene fuori una raccolta di pensieri e riflessioni, formulati in veste poetica, sul mistero dell'uomo e dell'universo.
Il testo che ci riguardava era, ovviamente, quello sul matrimonio.
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| Kahlil Gibran |
Il Matrimonio
Voi siete nati insieme, e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, starete insieme anche nella memoria silenziosa di Dio.
Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme,
E che i venti del cielo danzino tra di voi.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione:
Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime.
Riempitevi la coppa uno con l'altro, ma non bevete da una sola coppa.
Scambiatevi a vicenda il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane.
Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia uno dell'altro.
Perché solo la mano della Vita può contenere entrambi i cuori.
E state insieme ma non troppo vicini:
Poiché le colonne del tempio sono distanziate,
E la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.
